“Lupo bianco”: un film che fa rinascere le speranze

In questo momento c’è bisogno di speranza. Di una luce e di una forza che aiutino le persone a combattere fisicamente e psicologicamente contro il coronavirus.
Questa speranza è anche il filo conduttore del film “Lupo bianco” la storia di Carlo Olmo, benefattore di Vercelli che nel pieno della pandemia ha recuperato e donato 160 mila mascherine ai suoi cittadini, ai medici e agli infermieri degli ospedali del suo territorio, ai medici di famiglia e delle Rsa, riuscendo a destinare una parte del prezioso carico anche ad alcuni ospedali della Lombardia e della Liguria.
Una speranza che, quasi come un segno, è entrata a marzo nella sede  dell’Accademia di arti e filosofia orientale Shen Qi Kwoon Tai di Vercelli mentre Carlo Olmo – avvocato e caposcuola dell’Accademia – stava recitando un mantra per chiedere di illuminare e dare forza a coloro che nel mondo stavano soffrendo, e agli operatori sanitari impegnati in prima linea negli ospedali.


Il post della preghiera del maestro è stato condiviso sui social e lo stesso Olmo si è accorto che, grazie a un gioco di luci, nel suo piccolo tempio era apparsa l’immagine stilizzata di un lupo bianco. Un animale dal profondo significato simbolico come lo stesso Olmo ha spiegato in un lungo post sul suo profilo Facebook: “Secondo i nativi americani – scrive il maestro sui social – i lupi non possono essere avvelenati poiché il loro sistema digerente espelle le sostanze nocive: il simbolo del lupo rappresenta quindi la capacità di saper discernere il pericolo, di operare per il bene della comunità di appartenenza e della tribù, l’abilità di trovare la strada giusta nella vita, per questo motivo compare spesso nei mandala curativi, presentando la stessa simbologia di protezione anche presso i Celti. La  visione suggestiva del Lupo Bianco è la medicina che ci sta proteggendo, tutto il mondo dei Maestri Medici e operatori (col camice bianco, appunto) che con abnegazione e professionalità stanno prendendo a cuore le sorti di tutti noi per una protezione di guarigione e ai quali dobbiamo rivolgere tutto il nostro sostegno, ascolto, fiducia, preghiere e amorevole dedizione”.


Mentre Carlo Olmo scendeva in campo recuperando un importantissimo carico di mascherine, invitava i suoi follower a donare speranza ai medici e agli infermieri impegnati sul campo di guerra chiedendo di disegnare su un foglio o su un telo un lupo bianco. Poi ci avrebbe pensato lui a far recapitare quei disegni carichi di speranza ed energia positiva ai soldati in camice bianco.
Questa bellissima storia ha colpito la sensibilità di Diego Cammilleri che ha deciso di farne un film. La macchina di produzione è immediatamente partita: Stephanie Beatrice Genova ha scritto i testi; Serena Rubini, Marco Giva, Silvia Poy e Francesco Cilione hanno composto le musiche. Dietro la macchina da presa ci sarà il regista sicilianoTony Gangitano. Nel frattempo a Gennaio 2021, nel pieno rispetto delle prescrizioni Covid, a si svolgeranno i provini quasi sicuramente in streaming. Poi al via le riprese che si snoderanno tra Vercelli e provincia, Bergamo, Palermo e Roma.
Proprio nella capitale Carlo Olmo ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Cavalierato bianco per il suo impegno durante il periodo del covid. Il benefattore piemontese è riuscito a reperire 160 mila mascherine quando le protezioni facciali sembravano introvabili e donandole è riuscito ad evitare migliaia di contagi.


Ma “Lupo Bianco” vuole andare oltre il semplice film che ripercorre la storia di un cittadino che si è messo gratuitamente a disposizione della collettività: il film, come la vita dello stesso Olmo, ha l’obiettivo di diffondere il virus della generosità e della speranza. Il lungometraggio è patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione e il prossimo anno scolastico verrà proiettato nelle scuole italiane per educare, fin dai banchi di scuola, all’attenzione disinteressata verso il prossimo.

“Lupo bianco”: un film che fa rinascere le speranze

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